Il freestyle Motocross, nato all'inizio degli
anni Novanta dall'incoscienza dei crossisti più audaci,
si è trasformato, a poco a poco, da momento di intrattenimento
del pubblico durante le competizioni di Motocross classico, in
una vera e propria disciplina agonistica, in uno sport a tutti
gli effetti. In America i video delle imprese di questi motociclisti
durante le gare tradizionali cominciarono a dilagare e ad interessare
soprattutto i media e gli sponsors, che aiutarono l'espandersi
di questa spericolata disciplina. In Europa il suo ingresso ci
fu molto più tardi, all'inizio del 2000, e da allora il
Freestyle Motocross è entrato di diritto a fare parte di
quel lifestyle che accomuna surfer, snowboarder, skater e tutti
gli amanti degli sport estremi e del no-limits. Il freestyler ha
un solo credo: sfidare le leggi della fisica per volare il più in
alto possibile, frustare l'aria, domare le due ruote e giocare
con la forza di gravità. Essi amano eseguire evoluzioni
e acrobazie sospesi nel vuoto, i cosiddetti "tricks",
o balzi durante i quali il pilota si stacca completamente dalla
moto compiendo salti vertiginosi e mozzafiato, i cosiddetti "nothing",
o ancora il "fender kiss" in cui il pilota si porta in
posizione verticale rispetto alla moto e con il casco tocca il
parafango anteriore..
In
Europa il Freestyle Motocross si è sviluppato solo più tardi:
il primo “Night of the Jumps“ europeo si è svolto
infatti in Germania solo nel 2001, ma da allora attraversa con
successo tutto il nostro Continente ed è entrato di diritto
a fare parte di quel lifestyle che accomuna surfer, snowboarder,
skater e tutti gli amanti degli sport estremi. Uno stile di vita
trasversale che sta stretto nella normalità e vive no-limits,
fatto di nomadismo alla ricerca del percorso più estremo,
dell'onda perfetta, della discesa più difficile, fatto di
musica hip-hop, elettronica e groove, di video amatoriali, di imprese
spettacolari, di fotogallery celebrative, di blog e amicizia.
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GALLERY 2007